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Ultimo aggiornamento il 13/12/2018 alle ore 19:11

Attualità e Politica

29/10/2018 | 14:35

Pro2Be Esports: in Italia il primo “talent lab” per diventare campioni di videogames

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esports pro2be

ROMA - In Italia hanno una “fan base” da 4,5 milioni di individui, un giro d’affari da circa 2 milioni di sole sponsorizzazioni e un tasso di crescita del 20% su base annua, secondo uno studio di Price Water House Copper. Anche nel nostro Paese gli eSports - i tornei di videogiochi competitivi - stanno diventando un fenomeno sempre più conosciuto: attirano spettatori, sponsor, investimenti delle grande aziende (ad esempio Intesa Sanpaolo ha appena dato il via a un torneo che porta il suo brand), e  logicamente anche aspiranti campioni, che mirano a diventare le future stelle del joypad. Ma, sei si ha talento, come si fa a diventare dei professionisti dei videogame, ossia, come ci si “butta” sul mercato degli eSports. È proprio per rispondere a questa domanda che è nato Pro2Be Esports, un “talent lab” che  dal mental coaching alla gestione della comunicazione, e svolgerà dunque la funzione di intermediazione tra i player players, i club, i professionisti sportivi e le  aziende che investono nel mondo dei giochi sportivi elettronici competitivi.
Per capire meglio cosa sia e come funzioni questo innovativo laboratorio, Agipronews ha posto alcune domande a Roberto Forzano, uno dei co-fondatori di Pro2Be.

Come e perché è nato il vostro progetto?

«Il nostro progetto nasce dalla volontà di innovare in un settore, quello degli eSports, in grande crescita anche in Italia. Con Fabio ed Arcangelo (gli altri du co-fondatori, ndr) abbiamo deciso dunque di investire le nostre competenze e delle nostre risorse per creare Pro2Be e il nostro payoff è  #BeProActive: quindi lavoriamo con positività e propositività. Anticipiamo i tempi anziché aspettare l'evolversi di uno scenario».

Di cosa si tratta, nello specifico?

«Pro2Be non è un team ma è un esports talent lab, in breve gestiamo managerialmente i pro players e li accompagniamo nel loro percorso di crescita. Un laboratorio del talento, questo passa dalla gestione della comunicazione, ad esempio prendersi cura della loro immagine sui social che sarà certamente fondamentale quanto l'attività di un supporto psicologico. Cerchiamo infine di "piazzare" i nostri pro player a team esports, club, sportivi che intendono creare nuove sezioni legate a questo mondo».

Da quante persone è gestito, e di cosa vi occupate singolarmente?

«Il modello organizzativo di Pro2Be Esports si basa sui tre co-fondatori: Fabio Battista, Arcangelo Manfredonia ed io. Ognuno di noi ha diversi percorsi ed una diversa formazione: Fabio forte della sua esperienza di eSports Manager si occupa delle attività di scouting e team management dei pro player, Arcangelo sa come gestire abilmente il linguaggio dei social media (ed in più lingue) mentre io cerco di creare un'identità ben definita occupandomi delle attività di marketing e comunicazione, ruolo già ricoperto nel mondo del calcio. Completano lo staff di Pro2Be Esports, Vincenzo Cipolla come supporto tecnico dei nostri ragazzi e Marzia Fasano, Roberto Crispolti per il mental coaching.

Qual è il vostro target, ossia, vi rivolgete a giocatori già affermati oppure pensate anche a scoprire nuovi talenti ed eventualmente lanciarli alla ribalta?

«Pro2Be vanta già nella propria scuderia, pro player di un certo spessore: come Di Gianni e FiGu7RiNho rispettivamente top32 alle Fifa Global Series di Amsterdam e Top3 della scorsa Gazzetta eSports Challenge. Ma abbiamo anche talenti di prospettiva come Margamat01, CiiSko, Dagnolf e Wa1189. Player come Davide Gallina, semifinalista mondiale Moto GP e senza dimenticare i Falcons per la modalità Pro Club. Insomma, davvero un bel mix. Con un occhio sempre vigile allo scouting di nuovi talenti, anzi... è appena arrivata la firma di un nuovo player: siamo dunque lieti di annunciare l'ingaggio di “lnfernoboy”».

Mental coaching e gestione della comunicazione per i vostri player, ci piacerebbe sapere più nel dettaglio come trattate questi aspetti.

«Menziono direttamente il pensiero di Marzia e Roberto, che ovviamente è anche il nostro: l'aspetto mentale negli eSports è un elemento di fondamentale importanza che influenza la prestazione ed il benessere del pro: al videogiocatore è richiesto un livello di concentrazione e attenzione elevato, non sempre facile da garantire. Lo psicologo affianca il playe per offrirgli uno spazio in cui riflettere sulla propria esperienza di gioco: così, rielaborando i propri vissuti emotivi, si ritrova a rinegoziare i propri limiti. Questo si traduce nella creazione di uno spazio di ascolto e confronto con il player che esprime e manifesta i suoi stati d'animo, le sue eventuali difficoltà e preoccupazioni, determinato a cercare un modo per trovare il giusto equilibrio e gestire la quantità di stress che gli esports, con la loro componente competitiva, comportano. Altro aspetto rilevante è quello della comunicazione, curandone ogni dettaglio: dalla grafica al copywriting. Basti notare come i social media siano il mezzo di fruizione preferito dai fan per informarsi sui giochi sportivi  elettronici, noi cercheremo di veicolare sempre quel messaggio del #BeProActive ed in un modo dinamico». AG/Agipro

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