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Attualità e Politica

06/12/2017 | 12:08

Regolamento Ancona, Gioacchini (Astro): «Provvedimento espulsivo e non in linea con le indicazioni del Governo» (2)

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ROMA - «La delibera mi ha spiazzato. In tutta questa vicenda è mancata la concertazione, il confronto tra chi legifera sul gioco e chi fa parte del settore, in particolare le associazioni di categoria». Così Paolo Gioacchini al Corriere Adriatico sul via libera dato dalla giunta comunale di Ancona al regolamento sui giochi. Un provvedimento che introduce il distanziometro a 500 metri e limita l'accensione delle slot a otto ore quotidiane. Vicepresidente nazionale di Assotrattenimento con delega per le Marche, amministratore di Gmg Games e Gplanet, Gioacchini ha partecipato solo marginalmente al processo di formazione del regolamento. «Nell’unica riunione della commissione a cui sono stato invitato non si è entrati nel merito della questione, restando ad una polemica politica che ha sempre contraddistinto l’iter legislativo di questo provvedimento costringendo, di fatto all’approvazione in corsa un Regolamento che si presta a possibili contenziosi e non risolve affatto i problemi».
Gioacchini ha espresso preoccupazione soprattutto per il danno occupazionale: «Mi auguro ci sia ancora un margine di trattativa (il regolamento dovrà essere definitivamente approvato dal consiglio comunale, ndr), altrimenti dovremo adottare tutti gli strumenti necessari a difesa della categoria e delle migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro nel territorio comunale».
Tra gli aspetti più criticabili del regolamento, «il concetto di distanziometro, ovvero la presenza di offerta di gioco distante almeno 500 metri da una lunga serie di luoghi definititi sensibili sulla base di sconosciute tesi di supporto. Premesso che non lo si può considerare uno strumento idoneo per il contrasto al GAP, come dimostrano delle perizie che abbiamo commissionato, ad Ancona la percentuale di superficie insediabile scenderà sotto il 2%. E’ una misura di fatto espulsiva di tutto il gioco a vincita». 
Il proibizionismo non risolverà il problema della ludopatia, sostiene Gioacchini: «La domanda di gioco continuerà ad esserci e se non verrà soddisfatta dall’industria riconosciuta riemergerà  il gioco illegale. Piuttosto, bisognerebbe investire in campagne di informazione, formazione e prevenzione».
Quanto alla limitazione dell'orario, si tratta di un provvedimento di difficile attuazione e inutile, «se non venisse applicato anche nel territorio limitrofo». RED/Agipro

 

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