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Ultimo aggiornamento il 27/07/2021 alle ore 21:02

Attualità e Politica

21/05/2021 | 11:27

Giochi, Cassazione accoglie ricorso di un poker player: le vincite ottenute in casinò Ue non devono essere tassate

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ROMA - La Cassazione conferma che le vincite realizzate nei casinò dell'Unione Europea non sono soggette a tassazione. Dopo l'ordinanza di quattro giorni fa, relativa a premi riscossi nel casinò di Nova Gorica, i giudici supremi accolgono anche il ricorso del poker player Marcello Marigliano, a cui l'Agenzia delle Entrate aveva inviato un avviso di accertamento per «la mancata dichiarazione di redditi diversi» derivanti dalla vincita conseguita nel 2007 al torneo "World Series Of Poker - Europe London", organizzato all'Empire Casino di Londra. La Cassazione ricorda quanto chiarito dalla Corte di Giustizia Europea: la norma che impone la tassazione sulle vincite realizzate in case da gioco dell'Ue è discriminatoria, tenuto conto che per quelle conseguite in Italia l'imposta sui redditi non è prevista. «Una normativa nazionale come quella in esame genera una restrizione discriminatoria della libera prestazione dei servizi - scrivono i giudici supremi - nei confronti non soltanto dei prestatori ma anche dei destinatari di tali servizi». Una simile norma non può essere giustificata da obiettivi di ordine pubblico, visto che «come risulta dalla giurisprudenza della stessa Corte, le autorità di uno Stato membro non possono validamente presumere, in maniera generale e senza distinzioni, che gli organismi e gli enti stabiliti in un altro Stato membro si dedichino ad attività criminali». Nemmeno la tutela della sanità pubblica costituisce una motivazione valida, visto che l'assoggettamento a imposta delle vincite estere non garantisce «in maniera coerente la realizzazione dell'obiettivo della lotta contro la ludopatia». La sentenza della Commissione tributaria della Lombardia con cui era stato confermato l'avviso dell'Agenzia delle Entrate è stata quindi cassata con rinvio alla stessa Commissione che, «in diversa composizione», dovrà provvedere «anche sulle spese del giudizio di legittimità».

LL/Agipro

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