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Ultimo aggiornamento il 13/11/2019 alle ore 19:21

Attualità e Politica

16/09/2019 | 15:29

Giochi, Tar Bolzano: "Strutture socio-sanitarie e assistenziali rientrano tra i luoghi sensibili"

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ROMA - La legge provinciale di Bolzano che impone almeno 300 metri di distanza tra sale da gioco e luoghi sensibili non è anticostituzionale, né lo è l'ampliamento degli spazi considerati "off limits" dalla Provincia alle strutture socio-sanitarie e assistenziali. Così il Tar Bolzano nella sentenza che respinge il ricorso del gestore di una sala vlt del capoluogo, a cui il Comune ha  revocato la licenza per l'attività. La sala, la cui apertura era stata autorizzata nel 2014, è rimasta in attività fino a settembre 2018, alla scadenza del contratto di affitto che il gestore aveva stipulato con un'altra società, pure autorizzata alla raccolta. La revoca è stata disposta sulla base dell'ampliamento dei luoghi sensibili del 2016, che ha incluso nella lista strutture sanitarie e socio assistenziali.  «La scelta del legislatore provinciale di comprendere nella cerchia dei “luoghi sensibili” anche le “strutture sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private che svolgono attività di accoglienza, assistenza e consulenza - si legge nella sentenza - non è né irragionevole, non necessaria e sproporzionata, né crea una disparità di trattamento o una illegittima compressione della libertà di iniziativa economica». Il Tar ribadisce poi la legittimità di leggi emanate da enti locali sulle distanze minime, ricordando le pronunce della Corte Costituzionale: tali norme rientrano «nella materia di legislazione concorrente “tutela della salute” nella quale le regioni possono legiferare nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale». Per quanto riguarda in particolare la provincia di Bolzano, infine la perizia ordinata dal Consiglio di Stat ha confermato « l’inesistenza dell’effetto espulsivo lamentato (secondo il quale l'attività delle sale da gioco sarebbe di fatto proibita, ndr) e quindi la costituzionalità della disciplina provinciale». LL/Agipro

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