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Ultimo aggiornamento il 24/08/2019 alle ore 20:37

Attualità e Politica

13/05/2019 | 13:05

Giochi, Tar Veneto: è facoltà dei Comuni regolamentare postazioni e arredi delle sale

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ROMA - Le amministrazioni comunali hanno facoltà di stabilire limiti orari per le sale da gioco e anche particolari requisiti strutturali per i locali al cui interno sono installati apparecchi. È quanto emerge dalla sentenza del Tar Veneto sul caso sollevato da una sala giochi di Jesolo (VE) contro il regolamento comunale. La società titolare della sala aveva impugnato la delibera della Giunta di giugno 2018, in particolare le regole sulla separazione delle aree da gioco nei locali, sulle postazioni e sulle sanzioni previste, in base alle quali la sala era stata multata. I giudici scrivono però che la disposizione sulle postazioni di gioco e sugli arredi  - che tra le altre cose di vieta utilizzare sedie o sgabelli davanti agli apparecchi - «risulta adeguatamente motivata e non illogica con riferimento all’esigenza di prevenire e contrastare la ludopatia»: tale scelta ha come scopo «precludere la presenza di strutture su cui sia possibile sedersi» e dunque di «di ridurre il tempo di permanenza nelle sale». Per quanto riguarda gli orari di gioco, il Tar ricorda che rientra tra i poteri dei Comuni stabilire eventuali limiti, «al fine di prevenire, contrastare, ridurre il rischio di dipendenza patologica». In questo caso, comunque, l'impugnazione sui limiti orari è stata presentata oltre il limite consentito dalla legge, e dunque è inammissibile. LL/Agipro

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