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Ultimo aggiornamento il 12/12/2018 alle ore 18:29

Attualità e Politica

12/07/2018 | 14:37

Decreto Dignità, Iaccarino (Astro): “Tasse in aumento per le slot: decisione priva di analisi economica”

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ROMA - L’aumento prelievo erariale unico sulle slot machine è stato disposto «senza un minimo di analisi economica delle conseguenze per le aziende e per l’Erario». È quanto sostiene Armando Iaccarino, presidente Centro Studi dell’associazione di gestori Astro, sull’introduzione nel decreto Dignità dell’aumento della tassazione per gli apparecchi da gioco. Slot machine e vlt forniranno le risorse necessarie per il taglio della pubblicità di giochi e scommesse e copriranno in parte gli oneri derivanti dall’abolizione del sistema dello Split Payment: già dal 1 settembre 2018, il preu aumenterà dello 0,25% portando le aliquote al 19,25% (slot) e al 6,25% (vlt) della raccolta. L’aliquota salirà, ancora - fino al 19,5% della raccolta sulle slot, e al 6,5% sulle Vlt - a partire dal 1 maggio 2019.
«Vale la pena ricordare come si distribuisce il valore delle giocate tra i diretti interessati - continua Iaccarino - Su 100 euro giocati, 70 tornano al giocatore come vincita (dato rilevato dal sistema di controllo alla fine di ogni ciclo); 20,3 vanno allo Stato come fiscalità (con la nuova aliquota al 19,5%) e canone di concessione; i restanti 9,7 costituiscono il ricavo lordo della filiera, al quale vanno detratti i costi, in misura diversa in relazione al diverso ruolo ricoperto nella filiera». Un comparto oggi composto «dai concessionari (12), dai gestori (proprietari o possessori degli apparecchi (circa 4.000) e dai titolari degli esercizi ove gli apparecchi sono installati (circa 70.000) - spiega Iaccarino - Esiste, poi, un certo numero di imprese italiane che producono apparecchi ed un indotto che copre le numerose attività correlate. È questo un mondo fatto di tante imprese solide e conosciute, nel senso di note al fisco ed alle Autorità di controllo». Il presidente del Centro Studi sottolinea che, nel caso delle imprese dei gestori, «si offre una generica riconversione, senza alcuna idea di cosa ciò possa voler dire. Non ci vuole un esperto di bilancio per capire che una politica fiscale come quella seguita renda difficile, se non impossibile, la sopravvivenza di qualsiasi soggetto economico», conclude. LL/Agipro

 

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