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Attualità e Politica

18/12/2018 | 15:16

Limiti orari a Roma, Tar Lazio: "Lo stop degli apparecchi tutela il benessere dei cittadini e l'accordo Stato-Regioni non è mai diventato legge"

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ROMA - L'ordinanza sui limiti orari di Roma per le slot machine tutela la salute pubblica e il benessere dei cittadini. Il Tar Lazio ha confermato così il provvedimento firmato dalla sindaca Virginia Raggi lo scorso giugno, che prevede il funzionamento degli apparecchi dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 18.00 alle 23.00 di tutti i giorni, festivi compresi. Il tribunale amministrativo ha respinto i ricorsi delle sale giochi della Capitale: l'ordinanza «contiene un puntuale riferimento alle esigenze di tutela della salute pubblica e del benessere individuale e collettivo dei cittadini», considerato «il sensibile aumento di casi» di ludopatia denunciati a Roma. Negli ultimi cinque anni, si legge nelle sentenze del Tar, il dato «si è quadruplicato (da 82 a 323 persone)», mentre «il dato relativo ai primi mesi del 2018 (5 mesi) si rivela, a dir poco, preoccupante (218 casi)». Secondo il Collegio, è «evidente una significativa diffusione del gioco d’azzardo» e che i casi accertati di dipendenza da gioco costituiscono solo una piccola parte di quelli complessivi: «La maggior parte delle volte essi rimangono sottaciuti, a volte neppure noti a parenti ed amici, per cui non risultano contabilizzati». In questo contesto l'ordinanza ha anche «una valenza fortemente preventiva», che punta non solo a ridimensionare il fenomeno esistente, «sia palese che sommerso e non registrato nei dati ufficiali», sia a evitare ulteriori casi di ludopatia e quindi «risulta rispettato il principio di proporzionalità». Il Tar ha bocciato la tesi delle società ricorrenti secondo cui l'ordinanza è stata emanata in contrasto con quanto stabilito in Conferenza Unificata nel 2017, sul riordino dei giochi: l'accordo siglato tra Stato ed enti locali prevedeva un tetto massimo di 6 ore giornaliere di stop alle slot machine, tuttavia «l'intesa non ha valore cogente, in quanto non recepita da alcun atto normativo». Confermato infine anche il potere del Comune di sanzionare con 5 giorni di sospensione della licenza le ripetute violazioni dell'ordinanza. LL/Agipro

 

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