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Attualità e Politica

16/11/2017 | 12:08

Operazione “Doppio Jack”, Creazzo (Proc. Firenze): «Sequestri a Malta impossibili per questioni di rapporti internazionali»

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ROMA - La procura di Firenze voleva sequestrare sull'isola di Malta conti correnti, sale da gioco e anche il server informatico da cui dipendeva il giro di giocate clandestine smantellato con l'operazione della Guardia di finanza ‘Doppio Jack’, che ha portato ieri a sette arresti e a sequestri per 8,5 milioni di euro. Ma ciò non è stato possibile per questioni relative agli accordi internazionali vigenti. Lo ha evidenziato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo insieme ai vertici provinciali delle fiamme gialle nel corso della conferenza stampa. «Non è stato possibile fare dei sequestri a Malta - ha spiegato Creazzo - per questioni relative a rapporti internazionali. Volevamo interrompere il giro criminoso e quindi abbiamo agito intanto in Italia. Se in futuro riusciremo a superare queste questioni, e saremo ancora in tempo, daremo esecuzione anche ai sequestri sull'isola maltese». Sulle difficoltà incontrate dalla Procura si è espressa ieri anche la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi. «Preoccupa quanto riferito dal Procuratore sulla mancata collaborazione da Malta», ha detto la Bindi, che poi ha ricordato la missione a Malta della Commissione parlamentare Antimafia di fine ottobre. In quella occasione «avevamo registrato una sottovalutazione delle infiltrazioni della criminalità organizzata da parte delle autorità locali, e avevamo sollecitato una maggiore cooperazione con la magistratura italiana. Occorre che anche l’Europa si adoperi per favorire la costante e tempestiva collaborazione giudiziaria delle autorità maltesi». La mancanza di collaborazione da parte delle autorità maltesi su indagini in corso in Italia era stata segnalata a fine giugno anche da Nicola Gratteri, procuratore del Tribunale di Catanzaro, proprio nel corso di un’audizione in Commissione Antimafia, in questo caso relativa all’operazione “Johnny” e alla cosca Arena, che controllava il gioco d’azzardo a Crotone e in provincia di Catanzaro attraverso una società con sede a Malta. «Stiamo aspettando i risultati di una rogatoria internazionale - aveva detto -  ma ancora non ci ha risposto. L’abbiamo sollecitato anche attraverso la Procura nazionale antimafia: non è concepibile che un Paese così vicino non ci risponda».  LL/Agipro

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