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Ultimo aggiornamento il 19/08/2018 alle ore 10:00

Attualità e Politica

19/02/2018 | 16:12

Piemonte, Pucci (Astro): «Colpire le slot è la strada più facile, anche contro le evidenze scientifiche»

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TORINO - «Ho sentito nei mesi scorsi commenti trionfalistici da parte di alcuni esponenti politici, a proposito della legge regionale piemontese. Si è parlato di una normativa coraggiosa, quasi storica. In realtà, invece di fare una legge basata su evidenze scientifiche, si è preferito prendere la strada più facile e colpire le slot». Lo ha detto Massimiliano Pucci, presidente di Astro, nel corso del convegno “Liberi di scegliere, basta proibizionismo – Sì al gioco lecito, no all’illegalità”, tenutosi questa mattina a Torino. «Un esempio: uno degli obiettivi della legge piemontese, a quanto ho sentito, era la lotta al gioco minorile. Bene, ci sono i rapporti Nomisma, Cnr, perfino Bambin Gesù a sostenere che i giovani si dedicano più che altro ai giochi online. Per loro, giocare alle slot è come telefonare con i gettoni in una cabina telefonica: roba che non conoscono». Secondo Pucci, è falso sostenere che con l'entrata in vigore della legge sia stato battuto l'azzardo nella regione. «Si tratta semplicemente di una normativa che sposta la domanda su altri prodotti, in buona parte illegali. Si colpisce non più del 26% della raccolta, lasciando intatto tutto il resto. E non si dà alcuna risposta alla domanda cardine: tutto questo proibizionismo fa diminuire il numero di malati di ludopatia? Per ora non c'è un solo elemento per sostenerlo. Anzi, i numeri dicono il contrario».

RED/Agipro

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