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Ultimo aggiornamento il 06/12/2019 alle ore 21:34

Attualità e Politica

21/03/2019 | 16:50

Giochi in Puglia, verso il voto la proposta di Santorsola (NsP): “Riduciamo il distanziometro: ghettizza il giocatore e lo espone alla ludopatia”

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ROMA - La notizia, qualche giorno fa, ha fatto un certo scalpore in tutti coloro che seguono il delicato sviluppo delle normative sui giochi pubblici: la Commissione Sanità del Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza una proposta che modifica la legge regionale sul gioco patologico, dimezzando il distanziometro da 500 a 250 metri, e snellendo sostanzialmente l'elenco dei luoghi sensibili. Critiche sono arrivate dalle opposizioni, mentre dalla maggioranza sono stati messi in evidenza anche lati più restrittivi della proposta, sul piano della formazione, della prevenzione e della vigilanza. Primo firmatario, il consigliere Domenico Santorsola (Noi a Sinistra per la Puglia), che ad Agipronews spiega: «Il nostro testo ha lo scopo di ridurre l'offerta di gioco sul territorio pugliese, con varie misure, ma vogliamo anche dare dignità ai giocatori, che non vanno identificati con la patologia. Inoltre, c'è in ballo la salvaguardia dei lavoratori del settore, altro tema fondamentale». Sui motivi che hanno spinto i promotori a ridurre il distanziometro, Santorsola è chiaro: «I dubbi sull'efficacia delle distanze sono stati avanzati da più parti: si ritrovano nell'intesa del 2017 fra Stato ed enti locali in materia di giochi, ma anche in uno studio dell'Eurispes e in alcune dichiarazioni del procuratore di Brindisi De Donno. Se poi si aggiunge a un distanziometro severo la proliferazione indiscriminata dei luoghi sensibili, finisce che il punto gioco lo metti solo in aperta campagna. Il che significa ghettizzare il giocatore rendendolo ancora più esposto alle lusinghe del gioco problematico».

A proposito dei luoghi sensibili: la proposta di legge li riduce sensibilmente. «Consideriamo sensibili le scuole di secondo grado, le università e le biblioteche, ma lasciamo anche facoltà ai sindaci di ampliare l'elenco a seconda delle situazioni locali». Santorsola tiene anche ad evidenziare i tratti più severi del testo: «Intanto viene ridotto il numero di apparecchi a seconda della dimensione del locale che li ospita. Inoltre, l'esercente è obbligato a mettere barriere architettoniche per separare l'area di gioco. C'è anche la proposta di una convenzione con le forze dell'ordine per ridurre sui mezzi pubblici la pubblicità del gioco». 

Un punto caldo riguarda le licenze degli esercizi già esistenti sul territorio e collocati “sotto distanza”. La legge attualmente in vigore ne prevedeva la cessazione entro lo scorso 20 dicembre, ma il 30 ottobre, proprio con un emendamento a firma Santorsola, il Consiglio Regionale ha concesso una proroga di sei mesi. La nuova proposta di legge ora stabilisce che le attività già aperte possano continuare ad operare anche entro il distanziometro, salvo che non cambino gestione o collocazione. «Si tratta – spiega Santorsola – di esercizi legittimi, di operatori che hanno impegnato soldi e persone nel loro negozio, e vanno tutelati. Poi nel corso della discussione in Consiglio Regionale anche su questo, come su altro, siamo disponibili a prendere in esame altri contributi e fare modifiche». La proposta attualmente è in prima Commissione per la verifica della parte economica. «Penso che entro un mese approderà in Consiglio – conclude Santorsola - comunque prima che scadano i sei mesi di proroga». 

MF/Agipro

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