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Ultimo aggiornamento il 14/11/2018 alle ore 11:32

Attualità e Politica

17/10/2018 | 17:09

Puglia, appello degli operatori per la proroga delle licenze: "Emiliano ha il dovere di tutelare i 20 mila lavoratori del comparto"

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ROMA - Votata dalla maggioranza in Commissione, ma ripudiata dalla Giunta Emiliano, almeno a mezzo stampa: fa discutere la proroga degli effetti della legge regionale pugliese sul gioco. Il provvedimento, se votato in Consiglio Regionale, terrebbe in vita fino all'emanazione di una normativa nazionale le licenze degli esercizi di gioco non in regola con il distanziometro, che secondo la legge dovrebbero cessare il prossimo 20 dicembre. «Apprendiamo che la Giunta regionale pugliese è contraria alla proroga – si legge in una nota dell'associazione Agisco, che rappresenta gli operatori di punti giochi e scommesse - La Commissione sanità del Consiglio regionale che qualche settimana fa aveva approvato la proposta di proroga avrebbe “compiuto un errore”, secondo l’assessore competente. Noi pensiamo che un errore lo stia commettendo la Giunta regionale. Un errore molto grave. La lotta al gioco patologico d’azzardo è sacrosanta. Che, però, il “distanziometro” sia uno strumento adeguato a questo fine è un abbaglio tanto macroscopico quanto evidentemente difficile da ammettere». A supporto, Agisco cita sia la recente relazione del Consiglio di Stato, che mette pesantemente in dubbio l'efficacia del distanziometro, sia la Regione Abruzzo, «che ha prorogato al 2020 l’attuazione della corrispondente legge regionale», sia la proroga disposta nel 2017 dalla Regione Liguria.

«Abbiamo letto – continua la nota - che il no alla proroga rappresenterebbe “una vittoria di tante famiglie pugliesi”. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le famiglie delle 20.000 persone occupate in questo comparto che, senza la proroga, perderanno il proprio posto di lavoro». Inoltre, «lo smantellamento della rete legale dei concessionari di giochi e scommesse significherebbe, senza alcuna forzatura, lasciare campo aperto alla criminalità organizzata in un settore storicamente nelle mire delle mafie». 

L'auspicio, conclude Agisco, è i politici chiamati al voto «riescano a sottrarsi alle tentazioni demagogiche che in questo settore sono dilaganti e particolarmente dannose, specie per i soggetti più deboli; che ascoltino anche gli addetti ai lavori, quelli che con il loro lavoro, nei rispettivi ruoli, danno vita alle 6.000 imprese operanti in Puglia in questo settore».

RED/Agipro

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