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Ultimo aggiornamento il 23/09/2017 alle ore 20:43

Attualità e Politica

15/05/2017 | 14:32

Riordino giochi, Anci Toscana: «Bene la riduzione delle slot, più autonomia ai comuni su distanze e orari»

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ROMA - «La proposta governativa è condivisibile nelle sue finalità generali di contenimento dell'offerta di gioco. In particolare si ritengono apprezzabili i primi due punti, con la riduzione del 30% di AWP e l’eliminazione dagli esercizi generalisti secondari». L'apertura al piano del Governo in materia di giochi, condensato nella bozza di accordo proposta la settimana scorsa agli enti locali, arriva da una nota dell'Anci Toscana, già in passato attenta alle tematiche del settore. Valutata positivamente anche «l'introduzione, a salvaguardia del giocatore, di interventi tecnologici sulle AWP, da sempre sostenuti da ANCI, che finalmente consentiranno l'accesso al gioco subordinatamente all’utilizzo e monitoraggio della Carta Nazionale dei Servizi».

Il distanziometro  - Sostanziali rilievi alla proposta del Governo giungono invece su altri temi fondamentali, a partire da quello delle distanze. L'Esecutivo propone l'obbligo del rispetto, per i nuovi esercizi di gioco, della distanza minima di 150 metri da una serie di “punti sensibili”. Al riguardo, Anci Toscana osserva come finora le legislazioni regionali si siano basate su distanze di 500 o 300 metri e che «l’accoglimento senza correzioni della proposta governativa in materia di distanze comporterebbe il venir meno dei vincoli imposti dalle leggi regionali e dai regolamenti comunali ove già approvati», con conseguente «lesione del riparto di competenze in capo a Regioni ed autonomie territoriali». 

I punti sensibili - Quanto ai punti sensibili, il documento dell'Esecutivo ne elenca tre: scuole, luoghi di culto e SerT. Secondo Anci Toscana si tratta di una lista troppo esigua, che i Consigli Comunali dovrebbero avere la possibilità di ampliare, in base alle peculiarità del territorio amministrato. In ogni caso, la proposta del Governo dovrebbe menzionare anche centri sportivi, ospedali, stazioni ferroviarie e sportelli bancari. Una posizione coerente con le dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa ad Agipronews da Simona Neri, che all'interno di Anci Toscana riveste il ruolo di responsabile del progetto ludopatia e bullismo. 

Gli orari - In materia di orari, il Governo ha proposto uno stop al gioco non superiore a sei ore al giorno. Secondo la nota, invece, «ogni Comune dovrebbe potersi autodeterminare in base alle caratteristiche demografiche e sociologiche del proprio territorio ed alla rilevanza quali?quantitativa del fenomeno del gioco a livello locale». Di qui una doppia proposta di modifica rilanciata al Governo. La prima: «Apertura dei punti gioco per un numero massimo di 12 ore complessive, eventualmente divisibili a giudizio di ciascun Municipio in più fasce orarie». La seconda: «Possibilità per l'Ente locale di diversificare gli orari per tipologia di esercizio del gioco».

RED/Agipro

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