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Ultimo aggiornamento il 15/10/2019 alle ore 17:04

Attualità e Politica

15/01/2019 | 10:11

Scommesse, Cassazione: «Senza licenza di polizia vietato raccogliere gioco»

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ROMA - La licenza di pubblica sicurezza è necessaria per svolgere l’attività di raccolta scommesse. Lo ha ribadito la Terza sezione penale della Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal titolare di una sala scommesse in provincia di Cagliari, collegato a un bookmaker senza concessione, condannato in primo e secondo grado a quattro mesi di reclusione per raccolta abusiva di gioco. Nel corso di un controllo nel 2011 era stata scoperta la mancanza della licenza di polizia richiesta per l'attività di scommesse. «La problematica sulla posizione dell'allibratore straniero rispetto ai bandi di gara - si legge nella sentenza - è destinata nel caso di specie a rimanere sullo sfondo, assumendo invece rilievo decisivo la circostanza che non era stata rilasciata l'autorizzazione di polizia». La Cassazione sottolinea dunque che «chi opera in Italia per conto di un soggetto straniero, a prescindere dalla presenza di un regolare titolo concessorio in capo al delegante, non può considerarsi dispensato dall'obbligo di richiedere l'autorizzazione di polizia». In questo caso il ricorrente aveva presentato la richiesta, «ma non l'aveva conseguita, continuando comunque a esercitare l'attività di raccolta delle scommesse, pur in assenza del titolo abilitativo richiesto, nell'evidente consapevolezza della illiceità del proprio comportamento». LL/Agipro

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