Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 20/10/2020 alle ore 20:40

Attualità e Politica

09/10/2020 | 17:03

Scommesse estere, Tribunale di Ascoli Piceno chiede intervento della Corte UE: “Dubbi su compatibilità tra sistema italiano e Trattato europeo”

facebook twitter google pinterest
scommesse estere rinvio corte europea

ROMA - Dubbi relativi alla compatibilità fra il sistema normativo italiano che regola la raccolta delle scommesse sportive e la disciplina europea in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e principio di affidamento. Per questo motivo il Tribunale di Ascoli Piceno – esaminando la vicenda di un centro collegato al bookmaker austriaco NewAleabet, rappresentato dagli avvocati Pasquale Pittella e Vittorio Palamenghi - ha rivolto dei quesiti alla Corte di Giustizia Europea. Il centro era stato sequestrato e il gestore denunciato per la violazione della legge che punisce le puntate raccolte senza concessione statale e licenza di pubblica sicurezza. L’operatore aveva lamentato l’esclusione dal mercato delle scommesse a causa delle diverse proroghe annuali accordate ai concessionari dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: le richieste di Ulisse (la società che detiene il marchio NewAleabet) erano state respinte dall’amministrazione con la motivazione che lo stabilimento in Italia fosse possibile “solo per i concessionari e per coloro che avevano partecipato alla sanatoria dei centri esteri”. Una situazione che il Tribunale ritiene possa “ledere i diritti di libertà di stabilimento” risultando “discriminatoria” per la società estera, è scritto nell’ordinanza che Agipronews ha potuto visionare. Per questo, il Tribunale di Ascoli chiede alla Corte di Giustizia se la proroga di concessioni e diritti di raccolta con una scadenza naturale fissata per giugno 2016 sia in contrasto “con i principi della libertà di stabilimento, non discriminazione e tutela della concorrenza stabiliti dal Trattato UE”. Inoltre, se la tecnica dell’affidamento diretto mediante un atto di proroga senza gara non corrisponda ad una “indebita chiusura del mercato nazionale”. Infine, se il Trattato Ue sia compatibile con la normativa italiana, che – senza espletare una gara – autorizza tutte le concessioni già dichiarate illegittime dalla Corte UE ad operare nel mercato nazionale, “impedendo l’accesso di nuovi operatori stranieri”. Secondo l’avvocato Pasquale Pittella, del collegio difensivo, «Il Giudice Penale di Ascoli Piceno ha senz’altro il merito di aver riconosciuto la condotta trasparente assunta dalla società NewAleabet per entrare nel mercato italiano. Gli aspetti innovati sono rappresentati dal fatto che, per la prima volta, la Corte sarà impegnata a pronunciarsi non su clausole contrattuali ostative con le norme europee, bensì proprio sulla mancata emissione del bando e sulle conseguenze giuridiche che tale omissione ha comportato». Vittorio Palamenghi, anche lui avvocato difensore del centro, sottolinea che «Da diversi anni all’interno delle Aule dei Tribunali Nazionali, si sono rappresentate le perplessità circa la compatibilità comunitaria del sistema concessorio nazionale. Questa volta sarà la Corte di Giustizia Europea a dover dovrà valutare se la proroga delle concessioni, senza gara, sia compatibile con i principi di libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi».

NT/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password