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Ultimo aggiornamento il 05/12/2020 alle ore 19:04

Attualità e Politica

12/10/2020 | 13:30

Slot a Trento, la "riforma" Leonardi (Forza Italia): "Tutela dell'occupazione, contrasto al gioco illegale e distanziometro a 200 metri"

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ROMA - «Raggiungere un punto di equilibrio tra l’esigenza di tutela della salute pubblica e la necessità di salvaguardare un comparto imprenditoriale e le sue risorse occupazionali»: è l'obiettivo della proposta di legge presentata dal consigliere provinciale di Trento, Giorgio Leonardi (Forza Italia), che chiede di modificare la legge del 2015 che, lo scorso 12 agosto, ha portato allo spegnimento delle slot che si trovavano a meno di 300 metri dai luoghi sensibili.

Un provvedimento che, per Leonardi, sta già portando a «uno scenario, dal punto di vista lavorativo ed imprenditoriale, disastroso: da proiezioni più che realistiche, è stimata una perdita occupazionale quantificabile in circa 300-400 unità», ha spiegato ad Agipronews. Inoltre, «il vuoto lasciato dal gioco legale certamente verrà colmato dal gioco illecito, con le connesse infiltrazioni criminali in un tessuto, quello trentino, fino ad oggi per la maggior parte sano. Purtroppo, nella provincia di Trento già ci sono i primi ingressi, concreti e documentati, di operatori che tentano di installare presso i punti vendita apparecchi che consentono il collegamento a siti esteri attraverso i quali poter giocare d’azzardo».

Per questo, il consigliere ha presentato una proposta che tuteli gli esercenti del gioco legale, «attraverso una doverosa opera riformatrice della disciplina attualmente vigente», che razionalizzi «le categorie di luoghi sensibili», che devono essere «individuate con ragionevolezza e con il necessario riguardo che si deve avere sia per la salute, sia per la libertà di impresa». L'intento è preservare «un'attività imprenditoriale di enorme rilievo, sia a livello nazionale che locale, con la necessaria attenzione alla difesa della salute pubblica: non va dimenticato che il ritorno fiscale per la Provincia di Trento, in relazione ai tributi generati da questo tipo di attività, si attesta attorno ai 45-50 milioni di euro».

Leonardi, inoltre, propone di modificare il criterio di calcolo della distanza tra punti vendita e siti sensibili: attualmente la Provincia di Trento, «con una interpretazione assai discutibile, ritiene che la distanza debba essere calcolata» in linea d’aria, mentre il consigliere ipotizza che «venga calcolata tenendo conto del percorso pedonale più breve», ragionando su «una distanza minima di 200 metri, anziché di quella attuale di 300 metri». Nella sua proposta di riforma, poi, Leonardi intende preservare gli investimenti degli esercenti («coloro che sono stati costretti a rimuovere gli apparecchi, abbiano la possibilità di riposizionarli», spiega) e vuole «porre termine a quella che è una evidente e inaccettabile differenziazione»: nell’attuale legge, il termine del 12 agosto era previsto per tutti i punti vendita tranne che per le sale da gioco, per le quali l’obbligo entrerà in vigore nel 2022. Vi è da domandarsi la razionalità di tale differenziazione considerando che, nell’ottica del contrasto alla ludopatia, le sale da gioco sono indubbiamente il punto vendita forse più pericoloso».

GB/Agipro

 

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