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Ultimo aggiornamento il 22/10/2020 alle ore 11:22

Attualità e Politica

24/06/2020 | 10:35

Giochi, Tar Sicilia sospende i limiti orari di Palermo: "Con la crisi economica operatori a rischio, il Comune riesamini la norma entro due mesi"

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ROMA - Il Comune di Palermo dovrà riesaminare entro due mesi la norma sui limiti orari per le attività di gioco. A scriverlo è il Tar Sicilia nell'ordinanza che sospende le limitazioni introdotte a dicembre 2019 dal sindaco Orlando, che fissavano dalle ore 9 alle 13 e dalle 19 alle 24 l'orario di esercizio delle sale e degli apparecchi da gioco. I giudici hanno accolto la richiesta cautelare presentata dall'associazione Sapar e da un gruppo di operatori di gioco: il potere del sindaco di limitare gli orari, si legge, deve essere supportato «da un’adeguata istruttoria di rilevamento attuale di dati scientifici o statistiche inerenti l’incidenza della diffusione della ludopatia, tali da fare presumere un pericolo per la collettività e, in particolare, per le fasce sensibili, a fronte di una misura incisiva sull’attività lavorativa e d’impresa». Nel caso di Palermo, i giudici hanno invece rilevato un «difetto di istruttoria», che potrebbe pesantemente incidere sulle attività degli operatori. «La limitazione delle ore di fruizione potrebbe determinare una contrazione del reddito d’impresa che, associata alla crisi economica e sociale da Covid-19, sarebbe difficilmente risarcibile». Il Tar invita dunque a un bilanciamento «con il pur prioritario interesse alla tutela della salute»; un punto che può essere affrontato «ordinando al Comune di Palermo di riesaminare il provvedimento impugnato» entro «sessanta giorni» a partire da oggi. I limiti orari sono dunque momentaneamente sospesi; al contrario, il "distanziometro" di 500 metri pure previsto dal provvedimento sindacale rimarrà in vigore, in attesa dell'udienza di merito fissata a gennaio 2021. «Il provvedimento impugnato è destinato a incidere sulle eventuali nuove aperture», conclude il Tar, e dunque « in assenza di concreti provvedimenti attuativi di diniego o sanzionatori, il paventato danno non è attuale ma solo ipotetico». LL/Agipro

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