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Ultimo aggiornamento il 15/11/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

16/10/2018 | 18:16

Ticket redemption, intrattenimento o azzardo? Al via uno studio di Roma Tre per fare chiarezza

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ticket redemption

ROMA - Sgombrare il campo dalle zone d'ombra, definendo la natura delle ticket redemption - le macchine da intrattenimento presenti nei centri commerciali o nelle sale dedicate alle famiglie - non assimilabili al gioco d'azzardo: è il tema discusso oggi a Enada, nel corso del convegno "Amusement, presunto colpevole: un dibattito sull'equivoco". Proprio il settore dell'intrattenimento puro, senza vincita in denaro, in questa edizione di Enada ha un suo spazio autonomo, che verrà replicato anche nel prossimo appuntamento di marzo, a Rimini. Nel corso del convegno è stato annunciato uno studio accademico, commissionato all'Università di Roma Tre da Sapar e dal Consorzio Fee, che analizzerà le caratteristiche dei giochi e il comportamento di genitori e minori. «C’è una visione distorta del nostro settore, che ci sta causando seri danni, diverse amministrazioni locali hanno deciso sulla base di interpretazioni e messaggi errati dei media di vietare questo tipo di offerta» ha detto nel corso del convegno Alessandro Lama, vice presidente di Fee. Lo studio avrà il compito di mettere in chiaro le «motivazioni e gli atteggiamenti dei consumatori - ha detto Maria Francesca Renzi, ordinario di Roma Tre - valutare le loro attitudini per stabilire se le ticket redemption possano scatenare comportamenti problematici». La ricerca sarà avviata nei prossimi giorni e dovrebbe concludersi nel giro di un anno, utilizzando un approccio interdisciplinare anche sulla base dei primi risultati e delle prime fasi dello studio, che sarà suddiviso in tre macro aree. 
Alla ricerca verrà affiancata inoltre una procedura di certificazione «per produttori, noleggiatori e gestori di sala delle macchine da intrattenimento puro, sarà un certificato di qualità e garanzia», ha spiegato Irene Grandis, ingegnere della società Rina Service. Un’attività parallela che sarà fondamentale per trovare un terreno di confronto, basato su dati concreti, con le amministrazioni degli enti locali. «Attualmente i Comuni sono consapevoli delle anomalie di una legge regionale che vieta questo tipo di offerta, considerandola d'azzardo - ha detto Cristina Zanotti, assessore di Bellaria Igea Marina - ma non hanno i poteri per sovvertire un errore legislativo. Spesso queste attività, pensate per le famiglie, sono fra le poche che offrono un divertimento sano e anche a costi contenuti». «Oggi ci troviamo di fronte ad amministrazioni che ignorano completamente questa realtà e adottano provvedimenti assurdi, che creano solo problemi», ha aggiunto Vanni Ferro, presidente di New Asgi, »ogni volta che incontriamo gli amministratori locali li sentiamo parlare di azzardo, che con la nostra offerta non c'entra nulla».

 PG/Agipro

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