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Ultimo aggiornamento il 18/10/2018 alle ore 20:47

Attualità e Politica

01/08/2018 | 12:34

Emendamento “salva slot” a Trento, Zeni (ass. Salute): "Nessun cedimento nella lotta alla ludopatia, ma così si evitano pericolosi contenziosi"

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ROMA - Resta alta la polemica a Trento per il voto del Consiglio provinciale che la scorsa settimana ha modificato la legge che disciplina il gioco, spostando di due anni il limite entro il quale dovranno essere rimossi gli apparecchi non in regola con il distanziometro. Secondo il testo approvato nel 2015, l'adeguamento era previsto entro cinque anni dall'entrata in vigore, vale a dire nel 2020. L'emendamento presentato da Giacomo Bezzi (FI) e approvato dall'aula sposta il termine fino al 2022 ma circoscrive la modifica alle sale dedicate e non agli esercizi pubblici come bar e tabacchi. 
Le associazioni antiludopatia hanno individuato il “colpevole” nell'assessore provinciale alla Salute Luca Zeni (Pd), che votando l'emendamento avrebbe favorito «un passo indietro nella lotta all’azzardo e un cedimento alle pressioni delle lobby di chi guadagna sulle fragilità dei cittadini». 
Sollecitato dal giornale online “ilDolomiti.it”, Zeni ha inviato una lunga lettera nella quale spiega la sua posizione e ripercorre la genesi della legge provinciale appena modificata: «Sul gioco fu introdotta nel 2015 in Trentino una norma che disciplina le distanze dai luoghi sensibili, norma che inizialmente riguardava i piccoli esercizi (bar e tabacchini) e le nuove sale dedicate; in aula un emendamento estese (con molti dubbi sulla sostenibilità giuridica) anche alle sale dedicate esistenti, prevedendo che avrebbero dovuto chiudere entro 5 anni». L'emendamento, prosegue Zeni, «prevede una proroga di due anni per le sale dedicate che la legge provinciale del 2015 stabilisce dovrebbero chiudere (parliamo di 4-5 casi in Trentino): la ratio, più che evidente, è quella d'evitare pericolosi contenziosi, attendendo di capire come si orienterà la giurisprudenza rispetto a questa particolare disposizione». Inizialmente, l'emendamento prevedeva di togliere l'obbligo di distanza dai luoghi sensibili per tutti. «Interpellato – conclude Zeni - ho manifestato la totale contrarietà per quanto riguarda i piccoli esercizi: sia perché uno dei problemi maggiori è la microdiffusione di slot e macchine affini, sia perché essendo attività non esclusiva, non sembrano esserci grossi problemi di tenuta giuridica della norma».
MF/Agipro

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