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Ultimo aggiornamento il 16/06/2019 alle ore 09:41

Attualità e Politica

20/05/2019 | 18:00

Piemonte, Ughi (Obiettivo 2019): “Leggi inutili contro gli eccessi, gravemente discriminati i giocatori sani”

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ROMA - Le disposizioni per il gioco in Piemonte, che estendono da oggi il regime delle distanze minime a tutte le sale che offrono gioco pubblico, «sono l’ennesimo passo indietro in un settore che però resta fondamentale per lo Stato: sono strumenti che fanno poco o pochissimo per il contrasto a chi abusa nei comportamenti di gioco, mentre l’effetto più evidente è di mancare di rispetto e discriminare i cittadini che hanno esperienze sane e consapevoli. L'effetto è quasi di costringerli a vergognarsi». E’ quanto rileva Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, commentando lo “sfratto” delle attività da gioco, con la legge regionale estesa a tutte le attività legali, come sale scommesse e sale gioco. Non è tanto chi gestisce le sale a subire questa discriminazione, aggiunge Ughi, quanto il cliente: «Il prossimo passo sarà entrare in una sala scommesse di nascosto, con il bavero alzato e gli occhiali da sole per evitare di turbare la morale. E parliamo di locali autorizzati dallo Stato e che allo Stato pagano le tasse».

«Politica e istituzioni continuano ad avere un atteggiamento schizofrenico in materia - aggiunge Ughi - da una parte si declassa il giocatore a cittadino di serie B, dall’altra si continua a far cassa grazie proprio a quei giocatori che - con una forma di prelievo indiretto, ma volontario - regalano un “montepremi” da oltre 10 miliardi di euro l’anno in tasse, e almeno il doppio se consideriamo l’indotto e la fiscalità diretta legata alle attività imprenditoriali. Eppure il cittadino è ritenuto “colpevole” di partecipare alle attività di gioco. A queste persone si deve ridare la dignità di compiere una libera scelta, come il gioco. E’ l’ennesima conferma che queste norme non hanno come obiettivo di contrastare la minima percentuale di giocatori problematici, ma discriminare chi ha comportamenti sani, regolari, in locali autorizzati che contribuiscono al bilancio statale».
PG/Agipro

 

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