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Ultimo aggiornamento il 03/12/2022 alle ore 09:45

Attualità e Politica

26/09/2022 | 16:04

Scommesse e pvr, stangata del Tar Lazio su attività irregolari: sì alle sanzioni per i concessionari che non vigilano sui punti vendita

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Scommesse e pvr stangata del Tar Lazio su attività irregolari: sì alle sanzioni per i concessionari che non vigilano sui punti vendita

ROMA - Stangata del Tar Lazio per i concessionari di scommesse che non adottano misure adeguate a impedire attività di intermediazione nei punti vendita ricarica. Nella sentenza pubblicata oggi, i giudici della Seconda sezione respingono il ricorso presentato da una società di betting online, confermando la sanzione disposta dall'Agenzia Dogane e Monopoli (da 1.000 fino a 50mila euro) per irregolarità riscontrate in un internet point contrattualizzato con l'azienda. In particolare, il gestore del punto vendita incriminato «riceveva le scommesse utilizzando un conto di gioco intestato a persona diversa dal giocatore» e rilasciava le ricevute delle giocate a clienti privi di conti di gioco. Un'attività vietata dalla legge, che impone ai concessionari di raccogliere gioco «esclusivamente mediante il canale prescelto» (in questo caso l'online) e di far rispettare tale disposizione anche i pvr affiliati, che hanno il solo compito di aprire e ricaricare i conti gioco dei clienti. Tale controllo non è stato però svolto in maniera sufficiente dal concessionario: Adm ha infatti accertato «che il sistema di alert, verifica e prevenzione posto in essere dalla ricorrente non fosse sufficiente a prevenire e impedire fenomeni di raccolta illecita» e che non è possibile sostenere la società non fosse in grado di vigilare sull'esercente. La convenzione di concessione, infatti, stabilisce che il concessionario è «responsabile degli obblighi posti a suo carico», tra cui assicurare l'osservanza dei divieti da parte di tutta la sua filiera. Di conseguenza, «la società è pienamente responsabile del comportamento di tali soggetti», visto l'omesso controllo e la mancata vigilanza sulla sua rete. La ricorrente, conclude il Tar, non ha dimostrato «di aver adottato tutte quelle misure, organizzative e di controllo, idonee a garantire il rispetto» delle disposizioni normative e convenzionali, ed è quindi da sanzionare.
LL/Agipro

Foto credits Michael Coghlan/Flickr/CC BY-SA 2.0

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