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Ultimo aggiornamento il 04/10/2022 alle ore 15:22

Attualità e Politica

06/07/2022 | 19:30

"Lottomatica Firenze Talks”, Celotto (costituzionalista): "Regole scritte da tutte le parti in causa, la nuova normativa sia indirizzata verso legalità e tutela del consumatore"

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Lottomatica Firenze Talks” Celotto (costituzionalista): Regole scritte da tutte le parti in causa la nuova normativa sia indirizzata verso legalità e tutela del consumatore

ROMA - «Abbiamo creato troppi enti e troppe regole: così non si decide quasi mai. A volte noi giocatori siamo spaventati da questa mole di norme, che non possono essere fatte solo dal legislatore con la elle maiuscola, perché lontano dagli interessi. Tutte le parti in gioco devono stilare le regole; così si hanno norme efficaci, altrimenti ci sarà sempre miopia». Così Alfonso Celotto, costituzionalista, intervenuto nell'ambito dell'incontro i "Lottomatica Firenze Talks - Gioco Pubblico, responsabilità e tutela dei consumatori".

Per Celotto è necessario un testo unico le cui norme siano orientate verso tre parole chiave: chiarezza, collaborazione e prevenzione. «Competenze statali, regionali e comunali rendono - continua - questa materia particolarmente difficile. Il gioco è diventato il modo per lo Stato per far cassa e il testo unico è come Godot: non si riesce mai a portarlo in Consiglio dei Ministri». La nuova normativa, afferma Celotto, deve essere indirizzata verso «la legalità, la tutela del consumatore, la sicurezza», valori questi "da mettere in campo in un settore con forti interessi».

Poi un commento sulle numerose norme comunali, come il distanziometro: «Orari e distanze sono diventate quasi una moda, con i comuni che si influenzano a vicenda. Ogni sindaco deve fare la sua ordinanza. Tutta questa mole di norme non serve a prevenire il gioco: serve a rendere più difficile al giocatore casuale di piazzare la sua giocata e spinge il giocatore dipendente all'illegalità». Per questo, invita il costituzionalista, «il testo unico serve a tutti, specie ad ADM e all'Agenzia delle Entrate. Serve un accordo vero tra gli enti locali, governo e operatori per portare la cultura del gioco lecito. Altrimenti restano solo i tabù», conclude.

RED/Agipro

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