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Ultimo aggiornamento il 16/02/2026 alle ore 14:10

Attualità e Politica

16/02/2026 | 12:15

Riordino retail, Faggiani (Osservatorio gioco reg. Lazio): "Diverse criticità, piano del governo da rivedere in Conferenza Unificata"

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Riordino retail Faggiani (Osservatorio gioco reg. Lazio): Diverse criticità piano del governo da rivedere in Conferenza Unificata

ROMA - Il riordino del gioco retail non deve comportare una riduzione delle entrate fiscali per lo Stato, né uno spostamento dell'offerta del settore, soprattutto per quanto riguarda gli apparecchi, verso le regioni più ricche, rischiando di lasciare spazio al mercato illegale nelle altre. Il piano del Mef presenta dunque criticità che dovranno essere affrontate e risolte in Conferenza Unificata Stato-regioni. Questo il commento di Domenico Faggiani, componente dell’Osservatorio sul fenomeno del gioco patologico della regione Lazio, dopo le indiscrezioni sul riordino emerse nell'articolo pubblicato dall'ex senatore di Alleanza Nazionale, Riccardo Pedrizzi, su Formiche.net. Secondo Pedrizzi, infatti, gli attuali piani del governo potrebbero comportare “una potenziale perdita di oltre 1,6 miliardi di euro di gettito annuo per lo Stato, di circa 24.000 posti di lavoro a rischio su un totale di 50.000 addetti diretti e indiretti, di effetti collaterali stimati in 700 milioni di euro di minori entrate Irpef e contributive”. Il tutto, aggiunge Faggiani, senza benefici evidenti nel contrasto al gioco patologico e all'offerta illegale. 

Il settore potrebbe essere spinto a privilegiare le regioni più ricche, o comunque quelle dove si gioca di più, con redditività più alta. La riduzione delle sale da gioco penalizzerebbe soprattutto il Sud, escludendo il caso particolare della Campania, dove il gioco illegale potrebbe rapidamente colmare il vuoto lasciato, favorito anche da una diminuzione dei controlli dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sempre legati al numero di punti vendita presenti nel territorio. Secondo Faggiani, c'è ancora tempo per correggere la rotta nei piani del Governo, anche attraverso il dialogo fra Stato e regioni in Conferenza Unificata. Se il quadro fosse quello delineato da Formiche.net, conclude, gli 80 milioni di euro di compartecipazione al gettito fiscale degli apparecchi, previsto dalla Legge di Bilancio 2026, non basterebbero agli enti locali per compensare le perdite.

DVA/Agipro

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