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Ultimo aggiornamento il 10/06/2026 alle ore 13:25

Attualità e Politica

10/06/2026 | 12:20

Vaccari (Pd): “Il riordino del gioco fisico si fermerà e sarà un'altra occasione mancata, si va verso una nuova proroga”

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Vaccari (Pd): “Il riordino del gioco fisico si fermerà e sarà un'altra occasione mancata si va verso una nuova proroga”

ROMA – “Il riordino del gioco fisico si fermerà e sarà necessaria una proroga ulteriore delle concessioni, statene certi. Sarà un'altra occasione mancata”. Lo ha dichiarato Stefano Vaccari, deputato del Partito Democratico, durante l'evento “Scommettere sul futuro quello vero”, organizzato a Roma dal Forum delle associazioni familiari. 

“Come Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco – ha continuato Vaccari – abbiamo provato a trovare dei punti in comune fra maggioranza e opposizione ma non siamo stati ascoltati. È accaduto anche all'onorevole De Bertoldi (Lega ndr) che aveva organizzato un convegno apposito per mettere in luce come il progetto di riordino del Governo avrebbe penalizzato i piccoli e medi imprenditori del settore. Il lavoro sul decreto legislativo è stato portato avanti dall'Esecutivo, in questi ultimi mesi, senza dare la giusta considerazione alle associazioni di categoria. Noi non siamo contro queste associazioni, ma è necessario ridurre l'offerta di gioco”.

Il deputato del Pd ha poi ricordato come la legge di delega fiscale al Governo, a cui è collegato il riordino dei giochi, preveda una “condivisione dei dati sul gioco”, disposizione che però è stata “disattesa dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per questioni di privacy”. In in contesto in cui, ha evidenziato Vaccari, “non viene rispettato nemmeno il divieto di pubblicità previsto dal Decreto Dignità, con sponsorizzazioni a squadre di calcio di siti d'informazione riconducibili a marchi di scommesse”, fino ad arrivare alla “sponsorizzazione della Lazio di Polymarket, società dei mercati di previsione che non sono regolamentati in Italia e non hanno concessioni”.

Secondo Vaccari sarebbe necessario recuperare lo spirito che aveva quasi portato all'approvazione la proposta di riforma dei giochi pubblici portata avanti nella diciassettesima legislatura (2013-2018) dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta e che “aveva ottenuto ampi consensi in entrambi i rami del Parlamento”.

DVA/Agipro

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