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Ultimo aggiornamento il 15/11/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

24/10/2018 | 11:21

Gioco patologico, De Donno (procuratore Brindisi): “Il distanziometro è una misura arbitraria, penalizzare i concessionari favorisce la criminalità”

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BRINDISI - «La politica è intervenuta con distanziometro e divieti di pubblicità. Il distanziometro è selettivo e arbitrario, perché riduce il volume di gioco. Il giocatore problematico è già predisposto a dirigersi in posti non vicini. È una misura che aumenta la marginalità e riduce i concessionari pubblici, questo apre un grosso spazio agli appetiti della criminalità organizzata, compresi i fenomeni di usura». Lo ha detto Antonio De Donno,  procuratore della repubblica di Brindisi e presidente del comitato scientifico Eurispes, al convegno “Gambling patologico e responsabilità sociale: sfide della prevenzione e possibilità di trattamento”, organizzato dall'Università di Bari oggi a Brindisi. «L’azzardo in Italia è reato, mentre scommesse e altri giochi sono appannaggio dello Stato.

Il controllo dello Stato è forte, affidato ai concessionari. Marginalizzare il sistema concessorio aumenta gli spazi di gioco illecito e illegale anche online- ha ricordato De Donno -

Una delle fonti principali negli anni 80 erano le bische calndestine, la criminalità organizzata aveva in questo una delle forti fonti di profitto. Lo Stato ha regolarizzato per limitare questa fonte, la risposta della criminalità è stata duplice: l'infiltrazione nel sistema concessorio e lo sfruttamento delle norme comunitarie per far saltare il sistema di controllo. Sono disegni che abbiamo intercettato entrambi negli scorsi anni, oggi invece la politica è corsa ai ripari in un contesto in cui aumenta l'offerta e aumenta la problematicità».

PG/Agipro

 

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