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Ultimo aggiornamento il 26/01/2023 alle ore 20:51

Ippica & equitazione

06/01/2023 | 08:30

Ippica, all’Ippodromo Snai La Maura è Denzel Washington a festeggiare il nuovo anno vincendo il Premio Algiers Hall

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Ippica Ippodromo Snai La Maura Denzel Washington Premio Algiers Hall

ROMA - All’Ippodromo Snai La Maura di Milano primo appuntamento con le corse di trotto del 2023. È stato un giovedì pomeriggio che ha visto in chiusura la prova tecnicamente più interessante, ovvero il Premio Algiers Hall, una maratonina a resa di metri per cavalli di 4 anni che aveva nel penalizzato Denzel Washington il favorito tecnico: vincitore della Consolazione del Derby, il figlio di Victor Gio metteva sul piatto frequentazioni di altro spessore rispetto ai rivali di giornata, a ciò ha aggiunto una giravolta velocissima che gli ha permesso di rifare la penalità in un batter di ciglia e di sfilare al comando in mezzo giro. La corsa così si è trasformata in una semplice formalità per il portacolori della Scuderia Le Siepi Horse Racing, in sulky al quale Alessandro Gocciadoro si è limitato a controllare i rivali vincendo al minimo dei giri, a media di 1.15.1 sui 2720 metri. A sua volta velocissima in avvio, l’altra penalizzata Daytona di Cecco si è liberata in retta inscenando un finale molto incisivo (ma a risultato già acquisito) completando l’en plein del secondo nastro. Ottimo terzo terminava Danubio, e con non poche recriminazioni: il cavallo di Erik Bondo da potenziale battistrada al primo nastro, si è ritrovato a dover affrontare una complicata risalita esterna allo scoperto, ma ha confermato i notevoli progressi nel periodo mantenendosi in quota sino in fondo. L’appostato Drake è calato leggermente nel finale chiudendo quarto, gli altri penalizzati non sono riusciti ad incidere. Alessandro Gocciadoro era già andato a segno nello stesso programma nel Premio Virgo, nel quale Damaris Grif azzeccava un gran lancio saltando Doha Ek: la figlia di Mack Grace Sm provava l’allungo ai 600 finali prendendo vantaggio, ma Doralice si lanciava sulle sue tracce e proprio in zona traguardo riusciva a metterle il… collare, a media di 1.13.7, cogliendo la terza vittoria (tutte ottenute a La Maura) nelle ultime quattro uscite. Diablo Roc seguiva le mosse della vincitrice nel mezzo giro finale e terminava terzo, l’attesa Doha Ek sbagliava dopo 900 metri quando era seconda in corda. Anche se il bottino poteva essere migliore se in un paio di occasioni la vittoria non fosse svanita sul filo di lana, il 2023 è comunque iniziato a spron battuto anche per la connection Mauro Baroncini – Andrea Farolfi che ha firmato un doppio, esattamente come aveva mandato in archivio il 2022. Il trainer di Divignano ha confermato per l’ennesima volta l’eccellente lavoro con i giovani e i giovanissimi mettendo il sigillo sul Premio Say Your Prayers, la condizionata sui 1650 metri per i 3 anni grazie a Egon Ferm: presentato per la prima volta senza i ferri anteriori, il figlio di Father Patrick azzeccava un lancio perfetto conquistando subito il comando, da lì controllava le mosse di Eric Bi, sull’ultima curva allungava e in retta si sottraeva al ritorno del rivale. Media di 1.14.8 (nuovo personale) e prima vittoria in carriera per il portacolori della My Horse, grazie anche alle scelte azzeccate del suo interprete, perché oggi la pista non era velocissima e nel finale molti cavalli sono arrivati provati. Epic Bi non ha saputo replicare la vittoria dell’esordio ma ha corso bene, Ear Da ne ha sfruttato la scia chiudendo terzo a ridosso, Evandro Degli Dei si è gettato di galoppo all’ingresso in retta.

Immediato il raddoppio nel Premio American Wish grazie al netto favorito Capoclasse Italia: qui tutto secondo copione, con il portacolori della W Giovane Italia sicuro da un capo all’altro a media di 1.12.8, tenendo a distanza di sicurezza l’appostato Cerbero Trebì. Al terzo posto l’altro allievo di Baroncini, Capovento Pax, abile a sfruttare le vie più brevi. Neo 3 anni a confronto sui 1650 metri nel Premio Astro Hall dove trovava la prima vittoria della carriera Eland: affidato alla guida pulita di Andrea Guzzinati, l’allievo di Antonio Barbaro muoveva deciso sulla penultima curva sfondando prima del chilometro e prendendo vantaggio, poi nel finale si difendeva dalla rincorsa di Enchanté Bigi, probabilmente non sicurissimo di meccanica lungo il percorso e per questo richiesto dal suo interprete solo nei 250 finali, finendo molto forte ma non in tempo per acciuffare il vincitore al quale però recuperava tantissimi metri. Eton di Poggio dopo aver forzato al via sfondando al prezzo di 600 metri in 43 non sapeva opporsi a Eland sul penultimo rettilineo ma restava in quota al terzo posto. Nel Premio Deadmans Curve, la reclamare riservata ai gentlemen con cavalli anziani, Filippo Monti guidava da par suo Zagor Mtt, che in una prova condotta a buon ritmo da Ceciliagallerani, muoveva per corsie esterne sull’ultima curva e in zona traguardo acciuffava Bacco Bachò che da secondo in corda era passato in vantaggio ai 100 finali sul calo della battistrada. Sull’errore di All About Bi in zona traguardo, terminava terza Beautiful Col superando la stanca Ceciliagallerani. Il cambio di training ha fatto indubbiamente bene a Boccadamo: non che avesse corso male nelle uscite napoletane, ma con la griffe di Holger Ehler e la guida di Roberto Vecchione il portacolori di Raffaele Chiaro dopo aver colpito a Bologna si è brillantemente ripetuto in questo Premio American Winner, la maratonina per soggetti di categoria D/E: Roberto Vecchione ha disegnato un percorso ideale al passista di Raffaele Chiaro, agendo ai lati del battistrada Coltwine di Casei (che si era permesso un miglio in 2.02) per piegarlo di misura in zona traguardo, a media di 1.14.7 sui 2700 metri. Cardoso Dr teneva il contatto ma non riusciva a unirsi alla lotta per la vittoria e chiudeva terzo. Prossimo appuntamento con le corse sul circuito milanese per questa domenica 8 gennaio.

RED/Agipro

Foto: Dena - Snaitech

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