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Ultimo aggiornamento il 06/04/2020 alle ore 19:04

Attualità e Politica

05/02/2020 | 14:22

Giochi in Veneto, Boccioletti (Astro): "I nuovi limiti orari contraddicono lo spirito della legge"

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ROMA - I nuovi limiti orari per le slot in Veneto contraddicono i presupposti su cui la stessa norma è stata fondata. A rilevarlo è l'avvocato Filippo Boccioletti, consulente dell'associazione di gestori Astro. Le disposizioni entrate in vigore a inizio anno prevedono di tenere spenti gli apparecchi dalle 7 alle 9, dalle 13 alle 15 e dalle 18 alle 20, su tutto il territorio regionale. Orari che, secondo quanto indicato dalla legge, sono stati definiti in conformità con l'intesa per il riordino dei giochi siglata in Conferenza unificata nel 2017. Boccioletti fa però notare che «quanto stabilito dall’intesa non è stato preso in considerazione» e che anzi la norma «ne stralcia a proprio uso e consumo affermazioni ignorando invece i criteri concertati». L'accordo trovato due anni fa prevedeva una collaborazione degli enti locali con l'Agenzia delle Dogane e Monopoli per la definizione degli orari, un massimo di sei ore giornaliere di stop e fasce orarie omogenee a livello nazionale. Nel caso del Veneto, tutti requisiti mancanti: «Nessuna intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - continua Boccioletti - Mancato rispetto del limite massimo di interruzione, considerata la facoltà di ampliarlo concessa ai singoli Comuni. Nessuna omogeneizzazione». Per l'avvocato sarebbe quindi opportuno «tramite un accesso agli atti analizzare l’istruttoria effettuata dalla Regione, con particolare riguardo ai contenuti del Tavolo Tecnico» svolto durante l'elaborazione della legge. In ogni caso, la violazione dell'intesa costituisce un «profilo di illegittimità»: nonostante questa sia citata nella legge e nella deliberazione della Giunta, «è in realtà è disattesa nel suo contenuto». Questo nonostante «la giurisprudenza più recente del Tar Lazio evidenzia e ammette come l’intesa del 2017 sia vincolante pur in assenza di un decreto attuativo della stessa, peraltro espressamente confermato da una circolare del Ministero dell’Interno di novembre 2019». Ed è qui, secondo l'avvocato, che si palesa un'altra contraddizione della legge veneta: «La V Commissione Consiliare che ne ha esaminato la proposta, nell’esprimere parere favorevole ha stabilito di “aggiornare le indicazioni operative alle istituzioni del territorio, anche alla luce degli ulteriori interventi normativi, amministrativi e giurisprudenziali” - conclude Boccioletti - La decisione del TAR Lazio e la circolare, evidentemente ed in contraddizione con la deliberazione, non sono stati considerati». LL/Agipro

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