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Ultimo aggiornamento il 19/12/2018 alle ore 09:30

Attualità e Politica

20/04/2018 | 17:16

Dopo “Anno Zero”- Sicilia laboratorio del gioco illegale: la rete nascosta della criminalità

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ROMA - La Sicilia? Un “laboratorio” per chi gestisce scommesse borderline, con un aumento esponenziale e preoccupante di un vero e proprio flagello. Lo dimostrano le notizie di cronaca giudiziaria degli ultimi mesi: da “Gioco sporco2” a Messina, al blitz “Outsider” di Ragusa del gennaio scorso, fino alla imponente operazione “Game Over” della Procura di Palermo – che ha sgominato un paio di mesi fa un’organizzazione con base a Malta e quartier generale a Partinico - e all'ultimo grande blitz della procura di Palermo attraverso l'operazione “Anno Zero”, che ha svelato gli incroci pericolosi tra il clan Messina Denaro e il business delle scommesse online.

Il fenomeno del gioco non autorizzato - a prescindere da ogni tipo di implicazione e infiltrazione - non è nuovo nel nostro Paese e, in particolare proprio in Sicilia e nelle regioni del Sud. Il modello che si sta affermando è chiaro: stop a costose e impegnative richieste di licenza in paesi europei (anche perché uno di questi, Malta, ha serrato i controlli su società collegate a imprenditori italiani.) e addio a insegne luminose, pubblicità sui media e vetrine sgargianti. Ora, tra chi gestisce attività di raccolta scommesse non autorizzata o illegale, vige la regola del “camouflage” e cioè negozi appartati, vetrine poco appariscenti e pratica del “passaparola” per diffondere il verbo del lucroso business. La scorciatoia è chiara, segnalano ad Agipronews i principali operatori del settore, sempre più preoccupati per la mancata tutela del proprio business: basta un sito-vetrina con le quote aggiornate e il gioco è fatto. Ormai, nella maggior parte dei casi, non ci si preoccupa neanche di ottenere uno straccio di licenza e in ogni caso se ne trovano a buon mercato. Dove? A Curaçao, ad esempio, dove basta il contatto giusto e poco meno di 30 mila euro per una concessione “chiavi in mano” e a prova di tasse.

Esiste poi una parte marginale del mercato dei fornitori di sistemi di gioco – spesso dislocati a Malta - che prepara anche giochi da casinò “craccati”, in tutto e per tutto simili a quelli commercializzati dai principali provider mondiali, ma che restituiscono ai clienti percentuali di vincita molto, molto inferiori alle sale virtuali autorizzate. E i sistemi di pagamento, ormai necessari in tutto il mondo per garantire sicurezza ai giocatori e tracciabilità delle giocate? Sui siti più in voga i loghi delle carte di credito e degli istituti finanziari fanno solo da esca, perché non esiste alcun collegamento tra il sito e le banche. Attraverso meccanismi consolidati, quindi, giocate e vincite non regolari “girano” solo attraverso denaro cash e con il massimo della sfacciataggine, al punto che anche nell'ambito dei locali che hanno una concessione dei Monopoli di Stato, risultano casi in cui è stato accertato il “doppio gioco”: gioco legale e gioco made in Curaçao.
NT/Agipro

Dopo “Anno Zero”- Sicilia laboratorio del gioco illegale: a Curaçao licenze in saldo a 20mila euro

 

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