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Ultimo aggiornamento il 30/05/2024 alle ore 20:58

Attualità e Politica

15/05/2024 | 12:14

Riordino giochi, Garavaglia (pres. Comm. Finanze Senato): “Regioni che rinunciano a introiti devono assumersi responsabilità della decisione”

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Riordino giochi Garavaglia Finanze Senato Regioni rinunciano introiti devono assumersi responsabilità decisione

ROMA - “È chiaro che il contrasto al gioco d’azzardo paga politicamente, ma bisogna mantenere un equilibrio. Una chiave è data dalla compartecipazione degli enti territoriali al gettito, che verrà valorizzato in particolare nel riordino del gioco fisico. La compartecipazione responsabilizza gli enti locali: uno può dire di ‘no’ al gioco, ma così rinuncia al gettito. Chi si pone, in maniera legittima, su una posizione più rigida, legittimamente rinuncia al gettito, e facendo così dovrà spiegare ai cittadini dove prenderà le risorse, ovvero alzando altre tasse. Questa è una chiave per facilitare un ordinato riequilibrio del gioco fisico”. Così Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze del Senato, nel suo intervento nel corso della presentazione del libro "Il gioco pubblico in Italia: riordino questione territoriale e cortocircuiti istituzionali" dell’avvocato Geronimo Cardia. La proposta di Garavaglia, in particolare, riguarda una compartecipazione delle Regioni al 5% del Preu, che porterebbe nelle casse degli Enti locali circa 300 milioni di euro.

Secondo il presidente della Commissione Finanze del Senato, la parola chiave è “equilibrio”: “Il proibizionismo per definizione non funziona, bisogna proporre e mai imporre. Bisogna trovare l’equilibrio tra il gettito e il contrasto alla ludopatia. Serve equilibrio anche nella tutela del mercato e delle aziende italiane: va bene aprirsi al mercato estero, ma senza svendersi”, ha infatti concluso Garavaglia.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’onorevole Andrea De Bertoldi (Fratelli d’Italia): “Ai miei colleghi dico: o si ha il coraggio di rinunciare agli introiti del gioco legale, facendo la battaglia al settore ma rinunciando ai miliardi di introiti del gioco legale; altrimenti si prende in giro la gente, si fa facile populismo senza arrivare da nessuna parte. Il risultato di coloro che si scagliano contro il sistema creando storture come il distanziometro è quello di favorire l’illegalità. Ce lo insegna la storia, quando la legalità ha grossi limiti, l’illegalità brinda. E allora la gente non gioca nelle sale dove ci sono controlli e dove lo Stato è presente, ma va a giocare dove c’è l’illegalità”. In tema di riordino del gioco fisico, De Bertoldi auspica “che possa portare uniformità sul territorio. Serve un punto d’incontro dalla Conferenza Stato-Regioni, magari facendo sì che il Preu coinvolga gli enti locali”.

“Il settore dei giochi non è solo un asset importante del nostro sistema produttivo, ma anche un elemento non trascurabile nella vita sociale dei cittadini – ha dichiarato Marco Osnato, presidente della Commissione Bilancio alla Camera -. Si tende a pensare che più regole voglia dire regole migliori, ma non è così: quando regna il caos nulla è protetto, né l’interesse generale della Nazione, né l’ordine economico del mercato che gli operatori invocano. Gli approcci ideologici non possono funzionare perché semplificano questioni complesse. I tempi sono maturi affinché tutte le figure coinvolte collaborino attivamente alla definizione di un nuovo paradigma, quindi anni dopo le ultime modifiche strutturali”.

AB/Agipro

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